SORTINO

Comune della provincia aretusea, ad oltre 400 m s.l.m., sulle propaggini orientali dei Monti Iblei, è una vetrina d’arte e di storia: oltre al suo notevole patrimonio archeologico e architettonico deve la sua fama alla produzione tradizionale del miele per il quale è noto sin dall’antichità. Chiese barocche, palazzi settecenteschi, Pantalica e Valle dell’Anapo costituiscono la variegata e stupenda immagine che il paese offre ai visitatori. L’insediamento umano risale al XIII sec. a.C. con la presenza della Necropoli di Pantalica, fiorente regno fino al VII sec. a.C. Seguirono le dominazioni dei greci, romani, bizantini, arabi, normanni, e angioini. Sotto questi ultimi si trova per la prima volta menzionato il nome di Sortino. Divenuto feudo, fu possedimento delle famiglie Modica-Eredia e successivamente fu acquisito nel 1477, dalla famiglia Gaetani, per oltre tre secoli. Il terremoto del 1693 lo distrusse totalmente e il paese fu ricostruito in altro sito, sulla sommità del Cugno del Rizzo, con il generoso contributo della famiglia Gaetani. Sortino antica conserva ancora scorci di incredibile bellezza: le rovine di abitazioni rupestri, i ruderi degli antichi frantoi, i mulini e le concerie, le cave di calce, le grotte carsiche, i panorami mozzafiato, il fiume Guccione, rendono il luogo un magnifico intreccio di natura, storia e fiaba. La Sortino di oggi, considerata la capitale mediterranea del miele, con le sue pittoresche stradine, vicoli, cortili, cappelle, monasteri, chiostri, palazzi nobiliari, è una realtà ricca di fermenti culturali e di potenzialità da valorizzare ed incrementare. La caratteristica più bella del luogo è l’ospitalità. I sortinesi non mancano di offrire al turista occasioni per far apprezzare la gastronomia, il folklore e le tradizioni.

PANTALICA 

A pochi chilometri da Sortino è possibile visitare Pantalica (XIII-VII sec. a.C.) la più grande necropoli d’Europa, uno dei più importanti siti protostorici siciliani insignito, assieme al centro storico di Siracusa, del titolo di Patrimonio dell’Unesco.
Città abitata fin dall’età del bronzo, distrutta prima del 664 a.C. e poi tornata ad essere popolata dai bizantini e successivamente dagli arabi, guarda dall’alto le lussureggianti valli attraversate dai fiumi Calcinara e Anapo.
È nel vasto plateau di Pantalica che l’archeologo Paolo Orsi, all’inizio del 1900, diede il via agli scavi dai quali scaturì il magnifico sito che possiamo ammirare, fra cui i resti di un Anaktoron, il Castello del Principe, e innumerevoli quantità di Tombe (circa 5.000 “buchi” che gli esperti chiamano tombe a grotticella artificiale).
La fine della civiltà di Pantalica si ebbe in seguito all’invasione araba (sec. IX d.C.), anche se, presumibilmente, il sito fu abitato fino al XII secolo.
Di notevole bellezza naturale sono le caratteristiche grotte in cui la natura del terreno, l’acqua e il tempo hanno ricamato stalattiti e stalagmiti che offrono al turista uno spettacolo meraviglioso.

INFORMAZIONI UTILI