MILITELLO

Quella città che i romani con la loro antichissima lingua chiamarono Militum tellus, cioè la terra di soldati, si protende oggi sulle ultime balze dei Monti Iblei, di cui costituisce l’ultimo avamposto che si affaccia sulla sottostante Piana di Catania, nell’attesa di nuovi conquistatori. Evitata dai tradizioni percorsi turistici, nel contempo nota per aver dato i natali al noto presentatore televisivo Pippo Baudo, Militello presenta tutte quelle attrattive per garantire al viaggiatore un soggiorno particolarmente interessante. La quiete della sua campagna, i palazzi barocchi, le chiese, le opere d’arte, le tradizioni religiose, quindi il clima, quell’aria salubre descritta dallo storico Pietro Carrera quale gradito requisito che i militi romani apprezzarono verso quei luoghi, dove riposarsi dalle fatiche della guerra con Siracusa. Le origini di Militello, già in Val di Noto fino al 1862, seppur non basate su fonti documentabili, attestano evidenti testimonianze di civiltà neolitica, sicula e greca. Secondo tradizione, si riporta che i suoi fondatori sarebbero stati dei legionari impegnati nell’assedio di Siracusa nel 214 a.C., questa circostanza spiegherebbe l’oronimo della città. In realtà, sembra che il primo nucleo urbano sia sorto in età bizantina, nella valle del fiume Lembasi, a sud dell’attuale abitato. Una ricostruzione cronologica certa della città inizia con l’avvento dei normanni, quando Militellum, chiamato così già nel 1082 da un privilegio del Conte Ruggero. Inizia ad avere una signoria stabile dal 1286 il casale di Militello, con quella dei Cammerata , seguono i Barresi (1308-1571) che diventa marchesato nel 1564, per finire ai Branciforte, in loro possesso fino al 1812, quando abolito il feudalesimo, questa terra soprannominata Bellicosa al tempo di Carlo V d’Asburgo.

L’evidente peculiarità di Militello, in campo artistico e monumentale, è il barocco. Poco pubblicizzato rispetto a quello di Noto, il barocco militellese costituisce un interessante patrimonio da valorizzare. Qui, i perfetti modelli di questa architettura, grazie alle maestranze indigene, i cosiddetti lapidum incisores, hanno saputo elevare a grande dignità, lavorando la locale pietra calcarea denominata di S. Barbara, dalla particolare luminosità. Alla luce di questo inestimabile patrimonio artistico-architettonico, dal 28 giugno 2002 Militello viene inserita nella lista UNESCO.

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